C’è ancora tempo

24 ottobre Giornata Internazionale contro il Cambiamento Climatico

Il cambiamento climatico rappresenta la più grande sfida ambientale ed economica per l’umanità. Si manifesta con alterazioni dei modelli meteorologici, un aumento delle temperature globali e profonde modifiche agli ecosistemi. Le cause principali sono le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra derivanti dall’attività industriale, dalla combustione di combustibili fossili e dalla deforestazione. Nonostante la consapevolezza del problema, la transizione energetica si presenta come una delle soluzioni più efficaci per contrastarlo: l’adozione di energie pulite e rinnovabili utilizzate in modo efficiente, unita a politiche di riforestazione e riduzione dei consumi. C’è ancora tempo per agire.

Qual è il suo impatto sugli ecosistemi?

5 esempi in 5 paesi in cui è presente Solarig che mostrano le sue ripercussioni e conseguenze. Qual è il suo impatto sugli ecosistemi?

Ghiacciaio – Monte Perdido, Spagna

Si stima che ogni anno il ghiacciaio del Monte Perdido, situato all’interno del Parco Nazionale Ordesa y Monte Perdido nei Pirenei, perda 1 metro di spessore di ghiaccio. Nel 2019 lo spessore era di 35 metri. Dei 2.000 ettari di massa glaciale che si stimava occupassero l’area nel 1850, il 90% è ormai scomparso. Oggi il ghiacciaio copre una superficie di 37 ettari, più di dieci ettari in meno rispetto al 1981.

Credit: Sergio Padura e Ánchel Belmonte

Ghiacciaio del Monte Perdido (1899)
Ghiacciaio del Monte Perdido (2019)

Mare – Città di Venezia, Italia

Venezia, la città simbolo dell’Italia costruita su un gruppo di isole in una laguna, sta affrontando gravi minacce dovute all’impatto dei cambiamenti climatici, in particolare all’innalzamento del livello del mare. Inoltre, il cambiamento climatico ha intensificato le tempeste e gli eventi meteorologici che innalzano il livello delle acque, causando inondazioni più frequenti e distruttive.

Credit: Milenio – AP

Piazza San Marco, Venezia (2019)
Piazza San Marco, Venezia (1989)

Agricoltura – Chihuahua, Messico

Situata nel Messico centro-settentrionale, quest’area desertica ha una ricca storia agricola costruita intorno alle fertili pianure alluvionali del fiume San Miguel. Tuttavia, oltre ai cambiamenti climatici, l’uso estensivo dell’irrigazione, lo sfruttamento eccessivo delle praterie e la presenza di piante invasive stanno mettendo in pericolo gli ecosistemi della regione.

Credit: Google Earth

Chihuahua, Mexico (1986)
Chihuahua, Mexico (2022)

Bosque- Rondônia, Amazonas, Brasile

Lo stato di Rondônia, nel Brasile occidentale, che un tempo ospitava 208.000 chilometri quadrati di foresta, è diventato una delle aree più deforestate dell’Amazzonia. Questo modello segue una delle traiettorie di deforestazione più comuni sotto forma di “lische di pesce”: strade legali e illegali penetrano in una parte remota della foresta, dove gli agricoltori coltivano sempre più terreni, che si fondono in questo schema caratteristico.

Credit: Nasa

Amazzonia (2000)
Amazzonia (2012)

Fiumi e laghi – Lago Aculeo, Cile

La diminuzione delle precipitazioni nella regione, unita alla siccità su larga scala nel Cile centrale, ha portato alla completa scomparsa del lago Aculeo. La scomparsa di questo specchio d’acqua non solo colpisce e colpisce gli agricoltori, gli ecosistemi e la biodiversità della zona, ma anche l’economia locale. Dopo essersi completamente prosciugato nel 2018, ha ricominciato a riempirsi nel 2023.

Lago Aculeo (2014)
Lago Aculeo (2019)

Transizione energetica e cambiamento climatico

La transizione energetica è fondamentale per contrastare i cambiamenti climatici: si tratta di passare a fonti di energia pulite e rinnovabili, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili, che sono i principali responsabili delle emissioni di gas serra. Questa transizione consente di ridurre in modo significativo le emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra (metano, protossido di azoto, gas fluorurati), il che è essenziale per limitare il riscaldamento globale.

Noi di Solarig sviluppiamo le infrastrutture necessarie per realizzare questa transizione energetica, promuovendo al contempo l’innovazione tecnologica, la creazione di posti di lavoro verdi e una maggiore efficienza energetica, favorendo un modello di sviluppo più sostenibile e resiliente di fronte agli impatti climatici.